Lo Studio Legale Tributario Bolzoni & Bobbio è sito in Via Venti Settembre, centralissima strada di Milano dedicata al celebre fatto storico conosciuto come la "breccia" di Porta Pia, risalente al 1870. Venne progettata con il Piano Regolatore Beruto, approvato definitivamente nel 1889.

Poco dopo la sua apertura, la via venne lottizzata in piccoli appezzamenti, destinati ad ospitare  villini signorili dell'alta borghesia, edificati tra la fine dell'ottocento e i primi anni del novecento, alcuni dei quali proprio seguendo lo stile c.d. "liberty".

Ma se ancora oggi molte ville risalenti a quegli anni sono rimangono con tutto il loro sfarzo (e dieci anni fa una di queste è stata venduta ad una grossa impresa farmaceutica per 24 milioni di euro), altre sono state demolite nel secondo dopoguerra, per meglio sfruttare, economicamente si intende, il terreno sopra al quale sorgevano.

Così, oggi al loro posto troviamo dei grossi palazzi.

Tra le scomparse ville ne ricordiamo, in particolare, tre, qui di seguito riportate.

 

Il Villino dell'editore Hoepli, il grande e munifico libraio svizzero che fece fortuna a Milano, realizzato tra il 1894 e il 1896, dell'architetto Carlo Formenti.

Villino Francetti-Frova.  

Carla Francetti ha un ritratto nella quadreria dell'Ospedale Maggiore, in quanto nota benefattrice.

Giuseppe Frova, originario della Valle Anzasca (Verbania), iniziò come commerciante di legname che faceva arrivare a Milano dai boschi di quella valle, attraverso il fiume Toce, lo stesso dove navigarono anche i marmi per la costruzione del Duomo. Passò poi a costruire e posare le traversine per i binari ferroviari, divenendo un importante industriale del settore ferroviario, in grande sviluppo nella seconda metà dell'ottocento. Pur non avendo avuto figli, ebbe molti fratelli e tanti nipoti; può essere ritenuto il capostipite della ricca famiglia che fece edificare la villa (1896) dall'architetto Sebastiano Locati, all'angolo con via Brennero. 

Di proprietà della famiglia Frova è anche l'edicola funebre presso il Cimitero Monumentale, opera di Luca Beltrami. 

Villino Calabresi, risalente agli ultimissimi anni dell'ottocento, progettato e realizzato dall'architetto Sebastiano Locati.

Tra le ville scomparse si potrebbe quasi annoverare (visto cosa è diventata oggi, completamente rimaneggiata) la Villetta Caterina dell'architetto Achille Manfredini, sita all'angolo con via Spluga.

Ricordiamo anche, all'anagolo con via Brennero, la "quasi" sopravvissuta Villa di Pasquale Crespi, fratello del più conosciuto Cristoforo, capostipite dell'impero del tessile. L'edifico fu progettato dall'architetto Steno Sioli Legnani, nel 1897. Oggi, un po' rimaneggiata rispetto al progetto originale di stampo neorinascimentale, è meno armoniosa di com'era un tempo.

Per immagini e contenuti si ringrazia la gentile collaborazione dell'Avv. Mauro Colombo.

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